Sono felice di presentarvi la mia Triumph Speed Triple T309 colore Fireball Orange del 1996! E' ormai poco più di un anno che la possiedo e credo solo voi potete immaginare la gran soddisfazione che si prova a girare con un esemplare del genere...guidarla poi...un brivido continuo, soprattutto quando la lancetta del contagiri lambisce quota 5.000 giri...puro godimento! Ho impiegato quasi due anni di ricerche per trovarla, e solo grazie a Davide Rebeccani (Motocicli Veloci - Cremona) sono riuscito ad arrivare a lei. Tenuta in più che ottime condizioni, quasi nuova potremmo dire...lo testimonia i pochi kilometri riportati nel tachimetro.
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martedì 22 marzo 2011
sabato 12 marzo 2011
le mie Daytona t595 e 955i
ciao ragazzi!! molti di voi mi conoscono nel forum TCP.
,a bando agli indugi... ed eccole qui'.
le mie daytona t595 1999 black e Daytona 955i my2000
rispettivamente la mia terza e quarta daytona.
la 955 ha viaggiato l'europa in lungo e in largo.
affidabilissime e veloci.
econimicissime. 130hp e un consumo da utilitaria!!
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domenica 16 gennaio 2011
Dave67

Si, lo sò....è curioso presentarsi solo ora e sopratutto con solo le foto delle moto che non si possiedono più, ma fanno parte costante, nei miei pensieri, del mio vissuto e della mia "appartenenza" al mondo Triumph. Prometto che quanto prima metto anche le foto dell'attuale Trident 750 del 1993.
Nasco "biker" un mondo affascinante e complesso, ma poi nel 2000 ho preso un'altra strada, già innamorato da tempo delle Triumph (e partecipante assiduo del primo mitico forum), finalmente mi prendo la Tbird bianco/arancio del 2000 e comincio a frequentare i triumphisti della "prima ora", prima gli incontri in via Nicolini, poi qualche Pub, poi feste a casa di Bubi (tra i tanti mi ricordo anche di Skywalker, e del mitico Andrea FKT, cui credo poi andrà la mia Tbird !) e poi qualche uscita/gita tra i passi e le strade guidate.... in una di queste ultime, non mi trovai più bene e smisi di frequentare. Nonostante abbia tenuto comunque dei bei ricordi, la mia precedente esperienza motociclistica mi rendeva "diverso" ed ho sempre fatto fatica ad adeguarmi in genere, a maggior ragione poi in un ambiente in cui ancora non mi sentivo "me stesso".....

E quindi ho continuato a rimanere da solo. Dopo un paio d'anni passo all'altro vero amore, la Speed "quella mitica del 2001 di MI-II", l'ho presa infatti usata di un anno dando dentro la Tbird (che mi hanno straquotato ed infatti ri-venduto ad Andrea la settimana dopo...). La Speed l'ho tenuta fino alla fine del 2009, poi l'ho venduta perchè non ce la facevo più.....troppo divertente, ma troppo impegnativa per chi ormai come me usa la moto anche spesso, a volte, ma in maniera più scansonata e sopratutto come veloce commuter per spostarmi tra città e cittadine, dove ho sempre avuto un certo "imbarazzo" nel gestire la coppia esagerata in basso della Speed 2001, sempre a lavorare di frizione (e che frizione ! Dura come il Marmo e solo sulla mia moto ! inspiegabile anche per Eligio) e sempre massima attenzione all'apertura di gas tra vie e viette.... Insomma, sognavo un Motard e l'ho data dentro (ancora piango....) per una CCM (fatta a mano in Inghilterra, con motore suzuki elaborato, componentistica, mista tra KTM, Magura, ecc.).
Nel frattempo però ho provveduto anni addietro a prendermi una Trident 750, il mio vecchio, antico "pallino" (assieme alla gloriosa successiva Sprint Sport sempre T300), la moto che non presi nel '93 perchè recatomi alla Numero3, conciato un pò come un "buzzurro", si insomma....diciamo non tanto fighetto... il Gentilissimo sig. Sacchi mi squadrò dalla testa ai piedi, decretando che ero uno dei tanti che avrebbero "fatto perdere tempo".... ovvio che mi sono girate le balle ed il giorno dopo sono andato a prendermi un Vmax (in contanti)!
Però quel Trident mi è rimasto "dentro" a lungo.... e quindi un giorno trovato un buon usato (oddio, parliamone....era ferma da qualche anno e carburatori in situazione disastrosa), comunque pagata poco me la sono finalmente presa !! Poi ho cominciato a prendere pezzi per metterla come dicevo io, scarichi Speed T300, il cupolino della vecchia Tbird l'avevo tenuto e l'ho passato su questa, poi il kit pedane arretrate sempre Speed T300, il filtro K&N. Però continuava ad avere "vuoti" di carburazione (credo avesse sui 35mila km) ed alla fine, dopo esser passato da un gaglioffo che non vi dico, che fa le harley, ma non ha risolto un caxxo, allora decido la carta Pettinari (in effetti Davide N3 Parma mi aveva predetto la questione della regolazione calibrata dei jetti, prima o poi andrò a trovarlo). Mi smontano tutto, cambiano una bobina, puliscono i carbu, cambiano alcune vaschette ed altre cose, mombrane, qualche getto.... Insomma la moto và decisamente meglio, ma anche Pettinari mi ha chiaramente detto "a trovarne di nuovi sarebbe un'altra cosa".... ci vuole infatti un bel pò per scaldarla bene e quindi farla andare..... Mi ci trovo bene, peso e rigidezza a parte è proprio il tipo di motore/cavalli/coppia che fanno per me.
La uso in effetti come Sport Tourer, ma intendo alleggerirla e non poco.
I lavori continuano.....
Grazie per l'opportunità che mi avete dato di "partecipare" a questo magnifico e necessario (per non dimenticare....mai !) Blog, ne vado giustamente fiero, assieme alle altre mie "collaborazioni".
Un saluto a tutti !
Dave67
martedì 11 maggio 2010
Più che chiedermi il perchè...mi chiedo...perchè no...?
Ragazzi felice d'esser nel post-produzione in mezzo a voi...
Mi sa che c'è da chiedere un pò permesso e un pò raccontar di se giusto...???
Bene...Daniele Vezzani...un pò per tutti "Vezza" 26 primavere ovvero un'84, quindi non un precoce compratore del '90 Motorcycles Store, ma uno stimatore dell'idee/livree che necquero in quei tempi...
Ben'appunto che...
Prima moto a 21 anni con una "buona" speed 955 del 2000, ormai è diventata una ex, al suo posto ora accolgo in in salotto, 3 ribelli propulsori tricilindrici:
Speed T301 1995Mi sa che c'è da chiedere un pò permesso e un pò raccontar di se giusto...???
Bene...Daniele Vezzani...un pò per tutti "Vezza" 26 primavere ovvero un'84, quindi non un precoce compratore del '90 Motorcycles Store, ma uno stimatore dell'idee/livree che necquero in quei tempi...
Ben'appunto che...
Prima moto a 21 anni con una "buona" speed 955 del 2000, ormai è diventata una ex, al suo posto ora accolgo in in salotto, 3 ribelli propulsori tricilindrici:
Daytona T595 1998
Penso e ripenso al grosso errore d'aver fatto quel giorno nell'acquistare quella mia prima Speed Triple, errore perchè, da quello è cambiato un pò tutto...un pò tutto è...la passione per queste 2 ruote, la passione che si chiama Triumph, passione di nome Triumph che si è "trasformata" in lavoro, cosi tanto lavoro che con l'aiuto di amici, son riuscito ad avviare una vita mia in mezzo alle moto, in particolare le Triumph, un lavoro che mi permette di lavorarci giorno e notte in mezzo a queste moto...Qualcuno gia mi conosce, tengo però che chi legge sappia di cosa parlo, quindi...
Daniele Vezzani
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mercoledì 24 marzo 2010
Non mi sono ancora presentato...Pelle
Gli inglesi mi sono sempre stati sul culo; e dopo gli inglesi i milanesi ! Ma prima che qualcuno si risenta lasciatemi spiegare.
Al fine di rendere l'esatta misura dell' attrazione che provo per le Triumph anni 90 devo dilungarmi partendo da molto lontano nel tempo, e far capire quanto normalmente non sopporti tutto ciò che è inglese e milanese.
Non ho mai avuto contatti diretti con gli isolani d'oltremanica, per cui la mia avversione si rivolge a un immagine dell' inglesità che si è formata nella mia testa attraverso stereotipi e sfortunate esperienze.
Ai tempi delle elementari frequentavo una scuola allora sperimentale, ricca di attività extra programma fra le quali lo studio della lingua inglese.
La maestra , per altro una discreta gnocca , era una stronzissima madrelingua; era forse adeguata a insegnare in un istituto superiore, ma incapace di gestire la debole psiche di un bimbo di otto anni. Questa grandissima ... un maledetto giorno, mi riprese davanti a tutta la classe per quanto ero disordinato, facendomi dondolare in faccia il mio quaderno aperto che teneva per un angolo, mentre diceva con sdegno e raccapriccio:”questo schifo tu lo chiami quaderno”?!. Tale fatto, insignificante visto con gli occhi di adulto, fu per me bambino, tremendamente umiliante; le scatenai una guerra che non si sarebbe potuta neppure sognare; mi impuntai talmente da riuscire ad essere esonerato dalle lezioni di Inglese che erano facoltative. Teste di cazzo si nasce ...e io lo nacqui, modestamente ! Da quel giorno, qualunque delle molte diversità di cui gli inglesi amano fregiarsi per alimentare la loro supponenza è stata per me linfa del disprezzo che provo verso la presunzione di questo popolo.
Purtroppo ,ancora oggi, non biascico una parola di inglese!
Per quanto riguarda i “milanesi” il sentimento è atavico e radicato nell'essere ligure.
Provate voi a crescere in una cultura che vede i bauscia come quelli che alzano il prezzo della vita nel posto in cui sei nato fino a obbligarti a trasferirti altrove perchè lì non ti puoi più permettere di viverci. Anche se ciò non è vero , quando poi vieni a contatto con gli “invasori celti” che non perdono occasione di sottolineare che devi essere loro eternamente grato perchè ti mantengono con la ricchezza che da turisti portano, un pò di antipatia generalizzata a tutta la discendenza degli Insubri ti pervade.
Mettici poi che in quanto a spocchia e immodestia molti milanesi sono secondi solo agli inglesi, e il sentimento è bell'e servito. Quindi perdonatemi perchè non è tutta colpa mia !
(Sono certo che la maestra fosse inglese di madrelingua ...ma milanese di padre)
Tutto ciò l' ho raccontato per far capire quanto mi sia costato, orgoglione come sono, andare ad Arese e, con le orecchie basse chiedere di poter diventare concessionario Triumph.
Nessuno dei marchi apetibili era alla mia portata; l'unico, snobbato dai miei colleghi ma che dimostrava un grande potenziale, era , ironia della sorte, un marchio inglese importato da una società milanese!
Fù il bivio che mi fece abbandonare l' idealismo dell' adolescenza, intransigente verso i compromessi, per imboccare una strada che mi avrebbe portato a piegare il capo molte volte dopo quella prima.
Iil mio primo aproccio con “Le Triumph”non avenne quindi per un romantico innamoramento delle inglesi dalle curve sinuose ma talvolta un pò sgraziate e dalla personalità tanto unica da far sembrare tutte le altre, sciacquette! Fù un matrimonio d' interessi. Per assurdo ben presto arrivarono l' infatuazione e la passione, per un prodotto di quella terra che tanto disprezzo. Ero circondato dalle uniche moto capaci di emozionare, quando quasi tutti i concorrenti non ci riuscivano, tutt' al più cercavano d' impressionare attraverso l' esibizione di dati tecnici ogni giorno più esasperati.
Delle Triumph di allora ancora oggi non riesco a fare a meno; quando me ne capita per le mani, rifiuto l'idea di venderle a qualcuno che non le sappia apprezzare.
Le nuove nate sono perfette, più performanti e piacciono universalmente; tuttavia non riescono ad alimentare la mia passione come le vecchie e goffe, fuori produzione.
Così, di quest' ultime ne sto raccogliendo alcune che ho la fortuna di ritirare a prezzi modici, in alcuni casi perchè troppo costoso per il proprietario rimetterle in sesto dopo averle a lungo trascurate, in altri da clienti che non si fanno scrupolo a rimpiazzarle con nuovi sterili modelli. Insomma quasi una missione: salvare vecchie glorie da un destino indegno. Ne avessi una utilizzabile!... sono tutte smontate e oggetto di cure per essere riportate allo stato originale, ma riesco a lavorarci solo nei ritagli di tempo...che ovviamente non sò cosa siano!
Al fine di rendere l'esatta misura dell' attrazione che provo per le Triumph anni 90 devo dilungarmi partendo da molto lontano nel tempo, e far capire quanto normalmente non sopporti tutto ciò che è inglese e milanese.
Non ho mai avuto contatti diretti con gli isolani d'oltremanica, per cui la mia avversione si rivolge a un immagine dell' inglesità che si è formata nella mia testa attraverso stereotipi e sfortunate esperienze.
Ai tempi delle elementari frequentavo una scuola allora sperimentale, ricca di attività extra programma fra le quali lo studio della lingua inglese.
La maestra , per altro una discreta gnocca , era una stronzissima madrelingua; era forse adeguata a insegnare in un istituto superiore, ma incapace di gestire la debole psiche di un bimbo di otto anni. Questa grandissima ... un maledetto giorno, mi riprese davanti a tutta la classe per quanto ero disordinato, facendomi dondolare in faccia il mio quaderno aperto che teneva per un angolo, mentre diceva con sdegno e raccapriccio:”questo schifo tu lo chiami quaderno”?!. Tale fatto, insignificante visto con gli occhi di adulto, fu per me bambino, tremendamente umiliante; le scatenai una guerra che non si sarebbe potuta neppure sognare; mi impuntai talmente da riuscire ad essere esonerato dalle lezioni di Inglese che erano facoltative. Teste di cazzo si nasce ...e io lo nacqui, modestamente ! Da quel giorno, qualunque delle molte diversità di cui gli inglesi amano fregiarsi per alimentare la loro supponenza è stata per me linfa del disprezzo che provo verso la presunzione di questo popolo.
Purtroppo ,ancora oggi, non biascico una parola di inglese!
Per quanto riguarda i “milanesi” il sentimento è atavico e radicato nell'essere ligure.
Provate voi a crescere in una cultura che vede i bauscia come quelli che alzano il prezzo della vita nel posto in cui sei nato fino a obbligarti a trasferirti altrove perchè lì non ti puoi più permettere di viverci. Anche se ciò non è vero , quando poi vieni a contatto con gli “invasori celti” che non perdono occasione di sottolineare che devi essere loro eternamente grato perchè ti mantengono con la ricchezza che da turisti portano, un pò di antipatia generalizzata a tutta la discendenza degli Insubri ti pervade.
Mettici poi che in quanto a spocchia e immodestia molti milanesi sono secondi solo agli inglesi, e il sentimento è bell'e servito. Quindi perdonatemi perchè non è tutta colpa mia !
(Sono certo che la maestra fosse inglese di madrelingua ...ma milanese di padre)
Tutto ciò l' ho raccontato per far capire quanto mi sia costato, orgoglione come sono, andare ad Arese e, con le orecchie basse chiedere di poter diventare concessionario Triumph.
Nessuno dei marchi apetibili era alla mia portata; l'unico, snobbato dai miei colleghi ma che dimostrava un grande potenziale, era , ironia della sorte, un marchio inglese importato da una società milanese!
Fù il bivio che mi fece abbandonare l' idealismo dell' adolescenza, intransigente verso i compromessi, per imboccare una strada che mi avrebbe portato a piegare il capo molte volte dopo quella prima.
Iil mio primo aproccio con “Le Triumph”non avenne quindi per un romantico innamoramento delle inglesi dalle curve sinuose ma talvolta un pò sgraziate e dalla personalità tanto unica da far sembrare tutte le altre, sciacquette! Fù un matrimonio d' interessi. Per assurdo ben presto arrivarono l' infatuazione e la passione, per un prodotto di quella terra che tanto disprezzo. Ero circondato dalle uniche moto capaci di emozionare, quando quasi tutti i concorrenti non ci riuscivano, tutt' al più cercavano d' impressionare attraverso l' esibizione di dati tecnici ogni giorno più esasperati.
Delle Triumph di allora ancora oggi non riesco a fare a meno; quando me ne capita per le mani, rifiuto l'idea di venderle a qualcuno che non le sappia apprezzare.
Le nuove nate sono perfette, più performanti e piacciono universalmente; tuttavia non riescono ad alimentare la mia passione come le vecchie e goffe, fuori produzione.
Così, di quest' ultime ne sto raccogliendo alcune che ho la fortuna di ritirare a prezzi modici, in alcuni casi perchè troppo costoso per il proprietario rimetterle in sesto dopo averle a lungo trascurate, in altri da clienti che non si fanno scrupolo a rimpiazzarle con nuovi sterili modelli. Insomma quasi una missione: salvare vecchie glorie da un destino indegno. Ne avessi una utilizzabile!... sono tutte smontate e oggetto di cure per essere riportate allo stato originale, ma riesco a lavorarci solo nei ritagli di tempo...che ovviamente non sò cosa siano!
Fin' ora possiedo:
una bonnie 790 tanto pesantemente incidentata da averle dovuto amputare molti pezzi e trapiantarne altrettanti da altre moto, seguendo a tale punto l'idea di farne una vera off road.
Un TB Sport 2001 maltrattato dal precedente proprietario nell' estetica e nella meccanica fino a fonderne bielle e albero; sarà un lungo restauro ma voglio riportarla all' originale splendore.
Una Speed T301; questa poverina non ha mai visto un box e ha sempre dormito sotto le stelle, l'acqua, la neve, il sole l'acqua, la neve, il sole, l'acqua ,la neve, il sole!! Le hanno storto il telaietto rotto le plastiche, ammaccato il serbatoio...insomma ha subito le peggio sevizie. Pure questa la riporto allo stato originale.
Ho anche una Speed 955 delle ultime, l'unica fra tutte perfetta e funzionante! Non è di quelle che mi emozionano ma, sempre che qualcuno nel frattempo non me la paghi la spudorata cifra che sto chiedendo per evitare di venderla, sarà insieme al T301 il punto di partenza della raccolta di tutti i modelli Speed che piano piano voglio fare.
domenica 21 febbraio 2010
Adesso ci provo...
Visto che sono riuscito a iscrivermi ora provo anche a scrivere.
Nel 2004, a gennaio, passando davanti a un negozio di moto dalle mie parti appena rifatto e non ancora ufficialmente triumph, vedo un TSport in vetrina che faceva bella mostra di se: sapevo che doveva diventare concessionaria, ma più avanti..
Sono entrato, l'ho guardata un pò, non ho resistito e senza chiedere il permesso ci sono salito sopra (ovviamente con tute le cautele): esce il titolare a mi guarda con leggere disappunto e mi fa capire che non si dovrebbe salire sulle moto in esposizione. Io gli ho risposto, questa non è in esposizione, questa è mia: andiamo di la che ne parliamo! Era rimasto incredulo, non conosceva ancora bene il mondo degli appassionati triumph, la aveva messa in vetrina furtivamente da pochissimi, non aveva nemmeno ancora la modulistica ufficiale per fare i contratti..
Appena disponibile sono poi andata a ritirarla, subito era così:
Oggi continuo ad avere il Mio TSport, che ha assunto una forma un pò diversa dall'originale e che è in procinto di subire alcune nuove modifiche che prima o poi vi svelerò, al quale però ho affiancato per i viaggi più lunghi e per non aggiungere troppi chilometri al TSport, un Sprint ST 955; non me ne vogliate non è a carburatori è vicina agli anni novanta perchè è un 2002, ma almeno rimane fuoriproduzione.

Innanzi a tutto un plauso a kappa per l'iniziativa un 'circolo virtuale' sull'argomento ci sta eccome..
Diciamo che le triumph fuori produzione a carburatori sono sempre state la mia passione, non che quelle di oggi non mi piacciano, però...
La voglia di averne una è scattata subito dopo aver finito l'università, diciamo nel 1996: prima mi dilettavo con motorette puzzolenti di fumo e dalle gomme artigliate...
Mi era capitato sotto mano un catalogo strapatinato (quelli che faceva una volta la triumph) e avevo visto un pò di modelli, c'era la trident 900 rosso e nero di quegli anni, c'era lo speed 309 in versione 'oro', la super III e c'erano tutti gli altri modelli in produzione.
Il problema era solo uno:avevo appena finito di studiare, iniziavo a lavorare, mi ero appena comprato l'auto nuova e mancava la lira.. perchè di lira si parlava.
Successivamente arriva in produzione il TSport, quello bello si dice oggi, in pratica quello di kappa: mi piaceva moltissimo quello rosso e nero, ma il problema era sempre lo stesso...
Un giorno passo davanti a una N3 e vedo in vetrina usati un TSport giallo e nero e uno rosso e nero: non ho resisito, sono entrato sbavando, ho preso informazioni ma il prezzo ultimo era 15.000.000, ancora troppi per me...
Però non sono uscito a mani vuote, ma quella volta li mi sono comprato la mia prima triumph che alcuni di voi ha conosciuto...
Diciamo che le triumph fuori produzione a carburatori sono sempre state la mia passione, non che quelle di oggi non mi piacciano, però...
La voglia di averne una è scattata subito dopo aver finito l'università, diciamo nel 1996: prima mi dilettavo con motorette puzzolenti di fumo e dalle gomme artigliate...
Mi era capitato sotto mano un catalogo strapatinato (quelli che faceva una volta la triumph) e avevo visto un pò di modelli, c'era la trident 900 rosso e nero di quegli anni, c'era lo speed 309 in versione 'oro', la super III e c'erano tutti gli altri modelli in produzione.
Il problema era solo uno:avevo appena finito di studiare, iniziavo a lavorare, mi ero appena comprato l'auto nuova e mancava la lira.. perchè di lira si parlava.
Successivamente arriva in produzione il TSport, quello bello si dice oggi, in pratica quello di kappa: mi piaceva moltissimo quello rosso e nero, ma il problema era sempre lo stesso...
Un giorno passo davanti a una N3 e vedo in vetrina usati un TSport giallo e nero e uno rosso e nero: non ho resisito, sono entrato sbavando, ho preso informazioni ma il prezzo ultimo era 15.000.000, ancora troppi per me...
Però non sono uscito a mani vuote, ma quella volta li mi sono comprato la mia prima triumph che alcuni di voi ha conosciuto...

Nel 2004, a gennaio, passando davanti a un negozio di moto dalle mie parti appena rifatto e non ancora ufficialmente triumph, vedo un TSport in vetrina che faceva bella mostra di se: sapevo che doveva diventare concessionaria, ma più avanti..
Sono entrato, l'ho guardata un pò, non ho resistito e senza chiedere il permesso ci sono salito sopra (ovviamente con tute le cautele): esce il titolare a mi guarda con leggere disappunto e mi fa capire che non si dovrebbe salire sulle moto in esposizione. Io gli ho risposto, questa non è in esposizione, questa è mia: andiamo di la che ne parliamo! Era rimasto incredulo, non conosceva ancora bene il mondo degli appassionati triumph, la aveva messa in vetrina furtivamente da pochissimi, non aveva nemmeno ancora la modulistica ufficiale per fare i contratti..
Appena disponibile sono poi andata a ritirarla, subito era così:
Oggi continuo ad avere il Mio TSport, che ha assunto una forma un pò diversa dall'originale e che è in procinto di subire alcune nuove modifiche che prima o poi vi svelerò, al quale però ho affiancato per i viaggi più lunghi e per non aggiungere troppi chilometri al TSport, un Sprint ST 955; non me ne vogliate non è a carburatori è vicina agli anni novanta perchè è un 2002, ma almeno rimane fuoriproduzione.
venerdì 19 febbraio 2010
mi presento : ANOMALIE
Questa è una storia vecchia,
ma non starò qui a raccontarvela, forse dopo,
vi dirò soltanto cose banali, che sapete già e che non interessano a nessuno e se non avete voglia di stare ad ascoltare, spegnete.
Cominciamo da un quarto d'ora fà, ero da Pierino al mitico Km 501 della ss1 "la via aurelia ", dove pierino lavora sempre intorno a qualcosa di fuoriproduzione e dove insieme abbiamo ricostruito pezzi di Triumph + o - distrutte in qualche brutto incidente.
Oggi stava lavorando su una Moto Guzzi ss250 del 1951.
Rossa,
rossa come tutte le moto da corsa italiane.
Però mi ha fatto venire un'idea malsana, che completerà un particolare ANOMALO su una delle mie ANOMALIE.
Si perchè sapete il mio nome deriva da quello che faccio,
in realtà pasticcio, mescolo, mischio, amalgamo, smonto, rimonto, svernicio, rivernicio, allungo, accorcio, alzo, abbasso tutto su vecchie motociclette, preferibilmente inglesi, e questa mania me la porto dietro da sempre, da quando nei lontani anni 60anta cominciai a gironzolare intorno alla V7special di mio padre.
Molti di voi non erano ancora nati, ma si capiva già che sareste venuti al mondo così, come siete ora.
Amanti del più bel ferrovecchio di origine GB.
mercoledì 17 febbraio 2010
Mi presento: T R I L U C




ARE YOU MAN ENOUGH FOR TRIUMPH?
….questo è lo slogan di una vecchia pubblicità col quale voglio iniziare la mia “Triumph's story” : partiamo dal 1995 quando decisi di comprare una moto...il dubbio era tra una BMW K75, una H-D 883 e lei....la mia TRIDENT 750 usata del 1993, bellissima nei colori diablo black/red riservati però alle 900 !!!
La goduria con il Tridente dura un paio d'anni fino a quando il mio cuore inizia a battere forte per una più classica ed esclusiva Thunderbird 900 anche questa usata con un anno di vita e meno di 3000km...modificata il giusto per renderla una moto a mio avviso spettacolare...un po' di trattativa e........eccola nel mio garage e quì resterà per ben 12 anni.
Nel 1999 io e due miei amici (anche loro già possessori di altre moto harley e triumph) compriamo sempre alla NumeroTre Firenze una Thunderbird usata, tenuta non benissimo da trasformare in una pura CafèRACER...sarà Monty (il suo nome).
Ora che avevo la CafèRACER una strana idea mi frullava per la mente...una lieve scivolata mi tolse ogni dubbio, fu così che la mia T.bird diventò Scrambler !!!....anticipando un po' quella che sarà una moda in seguito.
Nel 2005 vendemmo Monty lasciando un vuoto che sarà colmato in seguito...seguiranno un paio di vespe, una 50cc tre marce faro tondo sostituita poi da una 125 TS del '77 . Il breve capitolo vespe si chiuderà nel 2006 aprendone un'altro, quello delle Harley Davidson iniziato a primavera del 2006 con una 883R del 2002 ampiamente modificata negli anni successivi che nel 2008 lascerà il posto ad un Dyna WG 1340 evo di cui sono stracontento (questa però è una storia parallela)...quello che a noi interessa è la mattata fatta a dicembre sempre 2006, pochi mesi prima dell'arrivo del mio primo figlio Giacomo nato il 3-3-'07 e pesava 3kg !!!( = 3 cilindri ;-) ), ovvero l'acquisto di una Trident 900 motore chiaro attualmente sotto i ferri, sarà la CafèRACER che colmerà il vuoto lasciato da Monty.
p.s. Visto che il numero TRE mi piace parecchio......a maggio mi nasce il TERZO figlio !!!!!!
….questo è lo slogan di una vecchia pubblicità col quale voglio iniziare la mia “Triumph's story” : partiamo dal 1995 quando decisi di comprare una moto...il dubbio era tra una BMW K75, una H-D 883 e lei....la mia TRIDENT 750 usata del 1993, bellissima nei colori diablo black/red riservati però alle 900 !!!
La goduria con il Tridente dura un paio d'anni fino a quando il mio cuore inizia a battere forte per una più classica ed esclusiva Thunderbird 900 anche questa usata con un anno di vita e meno di 3000km...modificata il giusto per renderla una moto a mio avviso spettacolare...un po' di trattativa e........eccola nel mio garage e quì resterà per ben 12 anni.
Nel 1999 io e due miei amici (anche loro già possessori di altre moto harley e triumph) compriamo sempre alla NumeroTre Firenze una Thunderbird usata, tenuta non benissimo da trasformare in una pura CafèRACER...sarà Monty (il suo nome).
Ora che avevo la CafèRACER una strana idea mi frullava per la mente...una lieve scivolata mi tolse ogni dubbio, fu così che la mia T.bird diventò Scrambler !!!....anticipando un po' quella che sarà una moda in seguito.
Nel 2005 vendemmo Monty lasciando un vuoto che sarà colmato in seguito...seguiranno un paio di vespe, una 50cc tre marce faro tondo sostituita poi da una 125 TS del '77 . Il breve capitolo vespe si chiuderà nel 2006 aprendone un'altro, quello delle Harley Davidson iniziato a primavera del 2006 con una 883R del 2002 ampiamente modificata negli anni successivi che nel 2008 lascerà il posto ad un Dyna WG 1340 evo di cui sono stracontento (questa però è una storia parallela)...quello che a noi interessa è la mattata fatta a dicembre sempre 2006, pochi mesi prima dell'arrivo del mio primo figlio Giacomo nato il 3-3-'07 e pesava 3kg !!!( = 3 cilindri ;-) ), ovvero l'acquisto di una Trident 900 motore chiaro attualmente sotto i ferri, sarà la CafèRACER che colmerà il vuoto lasciato da Monty.
p.s. Visto che il numero TRE mi piace parecchio......a maggio mi nasce il TERZO figlio !!!!!!
lunedì 15 febbraio 2010
Mi presento: Fabio

Per chi, come me, e’ nato alla fine degli anni ’50, l’adolescenza (con annessi e connessi) si e’ svolta negli anni ’70. Questo decennio, a mio parere, e’ stato l’ultimo in cui e’ esistita una ben precisa individualita’ di molte tipologie di oggetti che, successivamente, sono confluiti verso stili e contenuti piu’ uniformi e spersonalizzanti. Le auto degli anni ’70 in gran parte erano state progettate prima della crisi energetica del ’74, per cui avevano linee ancora non schiave del cx e si riconosceva subito un modello da un altro. Le moto, poi, erano di tutti i tipi, a 2 e 4 tempi, mono, bi, tri, quattro e sei cilindri, da strada, sportive, da cross, da regolarita’ (oggi si direbbe enduro), erano italiane, tedesche, inglesi, francesi, spagnole, giapponesi, americane, cecoslovacche. E cosa faceva l’adolescente Fabio in quegli anni? Si consumava gli occhi sulla BMW R90/S e sulla Benelli 750 6 cilindri, ma l’eta’ e le finanze familiari gli permettevano di posare il culo su una onesta, economica e lenta Gilera 124, che al compimento dei 18 anni sarebbe diventata una Guzzi 250, brillante bicilindrica 2 tempi (in pratica una Benelli con un altro marchio), scattante e assetata di miscela al 4%. Il decennio fini’, arrivarono gli ’80, gli studi universitari, le ragazze che preferivano il calduccio dell’auto al fresco (freddo) della moto, la ricerca del lavoro, e tutto cio’ ridusse il mio interesse per le 2 ruote. Inoltre alcuni marchi stavano sparendo, altri non si erano rinnovati, altri con gli occhi a mandorla si rinnovavano fin troppo, sfornando modelli su modelli, allora considerati avveneristici, con carenature che oggi fanno ridere e datano irrimediabilmente le moto di quegli anni. E a me che piacevano le nude rimaneva poco su cui appassionarmi. Finche’..... nel maggio 1993 sfogliando una nota rivista di moto rimasi affascinato dal Monster Ducati. Era diverso da tutti, nudo, essenziale, tutto telaio e motore, insomma l’essenza della moto. Rimasi colpito e qualcosa dentro inizio’ a muoversi, i ricordi motociclistici tornarono a galla, la voglia di sentire nuovamente l’aria addosso, il rombo del motore, il ginocchio che si avvicina all’asfalto.....ero pronto a tornare in sella. Gia’ ma di cosa? Ci volle del tempo per trasmettere a mia moglie il messaggio, iniziai a visitare alcuni concessionari, selezionai le moto che mi attraevano di piu’, che piacevano alla mia pancia, che mi facevano tornare agli anni ’70 (o almeno mi illudevano di farlo). Mi piaceva il Monster, l’avrei preso giallo (era in catalogo), ma il concessionario mi disse che lo facevano solo rosso perche’ ai tedeschi piaceva cosi’. Andai a vedere il Guzzi California, bello massiccio, possente, ma il concessionario mi disse che l’avrei avuto dopo alcuni mesi perche’ la fabbrica dava la precedenza ai clienti tedeschi (ancora loro....), mi informai sulla BMW R100R, chissa’ che i tedeschi non favorissero i clienti italiani, ma mi dissero che era appena uscito di produzione perche’ con le leggi antiinquinamento americane non aveva futuro, diedi un’occhiata (a dire il vero poco convinta) al Kavasaki Zephir (non ho nulla di personale contro i giapponesi, ma se posso compro europeo). Finche’ non vidi il Thunderbird, modello nato per riportare Triumph negli USA. Bello, pensai, classico ma non antiquato, il motore si vede bene, il serbatoio e’ come quello delle Triumph degli anni ’70, ha una bella sella per 2 persone, non e’ potentissima ma ne ha abbastanza per un uso turistico, appena posso la vado a vedere dal vivo. Ed una volta visto e’ partita la scimmia. Per decenza verso mia moglie dico al concessionario (era un giovane Mr Martini) che ripassero’, non volevo lasciare subito l’anticipo all’insaputa della mia dolce meta’, ma il giorno dopo sono li’, deciso, giusto in tempo per beccarmi l’aumento di prezzo di 1 milione di lire che entrava in vigore proprio quel giorno..... che culo! Comunque, lo ordino, nero, lascio l’anticipo, inizio a contare i giorni, finche’ non arriva il grande momento. Il resto e’ presto detto: lo ritiro, ci vado un po’ in giro, comincio a pensare che il manubrio dovrebbe essere piu’ basso, magari anche il parafango posteriore piu’ corto, e perche’ no la sella Gunfighter della Corbin, e poi i soffietti (nei ’70 li avevano molte moto), e il copri-airbox bucherellato come la BSA Rocket. Insomma, la faccio come nella mia testa sono fatte le moto della mia adolescenza, quelle su cui sbavavo ma non potevo avere. Col Tbird ho visto posti nuovi, provato sensazioni piacevoli, richiamato l’attenzione di altri motociclisti (gente che frenava, invertiva la marcia e tornava indietro per vederlo e chiedere come andava), convertito alla moto nuda un collega. Affidabile, comodo, non particolarmente assetato, divertente sulle statali, stabile con il vento laterale, cosa volere di piu’? Magari dei freni un po’ piu’ potenti.
martedì 9 febbraio 2010
Mi presento : Rocket

Per essere esatti sono Rocket'68 , numero che indica anche il mio anno di nascita , ma anche solo Rocket può bastare cosi come mi conoscono il lettori che seguono il mio blog
La mia storia con i 3 cilindri inglesi nasce nella primavera/estate del 1996 , quando reduce del mio più grave e non unico incidente motociclistico, stavo seduto sul divano con la faccia ricucita a sfogliare l'ultimo numero di Motociclismo ( si perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio ),quando la mia attenzione fu attratta da un moto luccicante e scarna , lunga come il cancello di casa mia e pesante quasi uguale , la "ALU" era come un visione, ma vederla in monoruota in uscita di curva come in foto e immaginarmi in sella a quella moto fù un solo attimo , e il mio cuore fù rapito.
Avevo deciso, la moto che avrei acquistato con i soldi risparmiati per un matrimonio sfumato sarebbe stata una Trident 750, alla faccia di quella stronza e del periodo nero che stavo vivendo, e poi non volevo una di quelle moto giapponesi che dopo 6 mesi sarebbe uscita fuori produzione, già sapevo che avrebbe condiviso gran parte della mai vita , quasi fosse un presentimento.
Da quel momento a oggi sono passati tanti anni tanti kilometri e più o meno felici , che mi hanno portato il mio Trident a trasformarsi in "Lupara Bianca"...ma questa è un altra storia che vi racconterò un altra volta
lunedì 8 febbraio 2010
Mi presento: t_s
A questo punto mi presento anch'io! Il mio primo incontro ravvicinato con una Triumph risale al 1997, abitavo a Milano e fuori dal bar dietro casa mia un giorno vidi una motocicletta nera. Era una delle prime Speed Triple col doppio faro. Avevo dodici anni e lì per lì non ci feci molto caso, sembrava una motocicletta sportiva che qualcuno aveva infilato sotto il 24 barrato per Piazza Axum e che poi ci aveva messo il manubrio alto e due fari a caso per rimpiazzare la carena distrutta.
Poi il proprietario la mise in moto. Fu amore.
L'incontro numero due risale a qualche anno dopo, precisamente al 2001. Avevo da poco comprato una 125 ed ero fermo a fumare una sigaretta accanto alla mia moto quando in lontananza ho risentito quel rumore. La cosa che non capivo era che il rumore continuava a salire, ma non vedevo la moto. Praticamente tutta la vallata rimbombava con questo frastuono meraviglioso. Alla fine la vidi, una Speed Triple verde inglese che inseguiva una R1. Era amore prima, ora la volevo.
L'incontro numero tre è del 2006. Estate, in vetrina in un negozio al mare vedo una café racer parecchio bella. Non era una Speed Triple, era una moto più vecchia, con un tubo Innocenti al posto del telaio ed un avviatore da shuttle al posto del motore, lunga come un codice fiscale e dotata dell'oggetto meno adatto della storia a fregiarsi del nome di silenziatore.
Quella non la potevo resistere, ed infatti sono tre anni e mezzo che non resisto alla tentazione di pasticciarla...
Poi il proprietario la mise in moto. Fu amore.
L'incontro numero due risale a qualche anno dopo, precisamente al 2001. Avevo da poco comprato una 125 ed ero fermo a fumare una sigaretta accanto alla mia moto quando in lontananza ho risentito quel rumore. La cosa che non capivo era che il rumore continuava a salire, ma non vedevo la moto. Praticamente tutta la vallata rimbombava con questo frastuono meraviglioso. Alla fine la vidi, una Speed Triple verde inglese che inseguiva una R1. Era amore prima, ora la volevo.
L'incontro numero tre è del 2006. Estate, in vetrina in un negozio al mare vedo una café racer parecchio bella. Non era una Speed Triple, era una moto più vecchia, con un tubo Innocenti al posto del telaio ed un avviatore da shuttle al posto del motore, lunga come un codice fiscale e dotata dell'oggetto meno adatto della storia a fregiarsi del nome di silenziatore.
Quella non la potevo resistere, ed infatti sono tre anni e mezzo che non resisto alla tentazione di pasticciarla...
Nell'estate del 2007 prima del mio primo Triumph Day ebbi la seconda folgorazione.
Da quel giorno, complice il fatto che il Trident passa più tempo sotto i ferri di Brigitte Nielsen la Speed è diventata la Triumph di punta. Undici anni e non sentirli affatto. Li porta con tale disinvoltura che un'annetto fa ho deciso di rinfrescarla.
Si, non è la moto più recente della storia. Si, ce ne sono altre che vanno di più, che curvano più agilmente o che frenano meglio. Ma non me ne frega niente.
Mi presento: Sandroz
Seguo l'esempio di Kappa e mi presento: nel novembre del 2001 ho acquistato una Speed Triple con la quale in questi anni ho fatto montagna, mare, pista, viaggi e tanta, tanta festa! Grazie a questa moto, e al forum N3 voluto da Carlo, ho conosciuto tantissimi amici con i quali a distanza di quasi dieci anni, continuo a condividere momenti di festa e rapporti di amicizia.
Proprio un paio di sabati fa, nonostante la neve, sono uscito con la Speed arrotondando così la cifra del contachilometri a 94.000 km. Speravo di arrivare ai fatidici 100.000, ma già con la nascita di mia figlia Camilla tre anni fa il chilometraggio annuale si è drasticamente ridotto, ed ora con l'arrivo della seconda Triumph ... la vedo dura!
Il primo gennaio del 2003 ho pubblicato la prima pagina di fedrotriple.it iniziando così ad approfondire la conoscenza della storia della casa inglese e con il tempo è cresciuta anche la passione per i modelli degli anni '90. Qualche tempo fa mi ha scritto un ex-collaboratore di Carlo Talamo ed abbiamo iniziato a ìparlareî dei vecchi tempi.
Non appena avrò tempo pubblicherò, e lo segnalerò anche in queste pagine, la storia della Numero Tre che ha importato le Triumph in Italia dal 1992 al 2002. E vi racconterò anche la storia di come sono entrato in possesso della prima Triumph di Hinckey importata nel nostro paese nel "lontano" 1991 ;-D
A presto
sandroz
Proprio un paio di sabati fa, nonostante la neve, sono uscito con la Speed arrotondando così la cifra del contachilometri a 94.000 km. Speravo di arrivare ai fatidici 100.000, ma già con la nascita di mia figlia Camilla tre anni fa il chilometraggio annuale si è drasticamente ridotto, ed ora con l'arrivo della seconda Triumph ... la vedo dura!
Il primo gennaio del 2003 ho pubblicato la prima pagina di fedrotriple.it iniziando così ad approfondire la conoscenza della storia della casa inglese e con il tempo è cresciuta anche la passione per i modelli degli anni '90. Qualche tempo fa mi ha scritto un ex-collaboratore di Carlo Talamo ed abbiamo iniziato a ìparlareî dei vecchi tempi.
Non appena avrò tempo pubblicherò, e lo segnalerò anche in queste pagine, la storia della Numero Tre che ha importato le Triumph in Italia dal 1992 al 2002. E vi racconterò anche la storia di come sono entrato in possesso della prima Triumph di Hinckey importata nel nostro paese nel "lontano" 1991 ;-D
A presto
sandroz
Mi presento: Kappa
Avevo in mente questo blog già da qualche mese, ma non l'ho mai messo in pratica perchè gli impegni sono sempre tanti...la famiglia - allargata da poco - il lavoro, l'altro mio blog (MotoPuntoLinea), altri svariati piccoli impegni...poi però un bel chissenefrega ed ho aperto anche questo spazio.


Triumphista dall'inverno 2004, con l'acquisto di una Bonnie e relativa apertura del primo sito dedicato a questa moto, ho vissuto la "trasformazione" del marchio Triumph...da moto di nicchia a moto per molti.
Trasformazione inevitabile per un marchio il cui scopo è vendere. Ovviamente. Ma io non l'ho gradito molto...sono rimasto affezionato alle moto un pò vecchiette, quelle che ti svenano perchè Euro 0...ora ne ho due.
Una Thunderbird Sport, la prima della serie, gialla e nera, con qualche piccolo intervento per l'uso in solitaria ed una Sprint Sport, comprata quasi per caso, trovata a prezzo da discount e chilometraggio irrisorio. Anche per lei qualche piccolo intervento per renderla utilizzabile tutti i giorni dell'anno, spesa compresa.
Trasformazione inevitabile per un marchio il cui scopo è vendere. Ovviamente. Ma io non l'ho gradito molto...sono rimasto affezionato alle moto un pò vecchiette, quelle che ti svenano perchè Euro 0...ora ne ho due.
Una Thunderbird Sport, la prima della serie, gialla e nera, con qualche piccolo intervento per l'uso in solitaria ed una Sprint Sport, comprata quasi per caso, trovata a prezzo da discount e chilometraggio irrisorio. Anche per lei qualche piccolo intervento per renderla utilizzabile tutti i giorni dell'anno, spesa compresa.
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